Inviato: Mer Ott 25, 2006 4:01 pm Oggetto: Amica Malattia
Il brano che segue è tratto dal libro Karica Vitale di Gigi Dal Bon edizione " La biblioteca dell'immagine"ed è un esempio perfetto di messaggio positivo per tutti, ma soprattutto per coloro che da poco hanno scoperto di essere hiv+.
Invitiamo tutti a leggerlo e a riflettervi perchè, come già affermato in varie discussioni di questo forum, la convivenza col virus non è affatto facile ed ogni aiuto in tal senso è preziosissimo.
Eccolo, il passato che torna. Cosa capita ad un uomo come me, che per metà della sua vita ha vissuto nell’incoscienza e per metà si è lasciato annientare, nel baratro della malattia e della morte dietro l’angolo?. Cosa capita, cosa succede, quando un frammento emotivo del passato, lontano, mai colto, mai vissuto, si ripresenta sottoforma di specchio della mia malattia?. Il tempo perduto, le occasioni non colte di un ragazzo diciottenne pieno di vita e salute risvegliano, in un uomo di quarantaquattro anni debole fragile insicuro, riflessioni sulla verità. Qual è la verità che la malattia mi ha voluto comunicare in tutti questi anni?
E cosa di questa verità sono stato capace di ascoltare?
Amica fedele, preziosa, unica, cosa mi vuoi comunicare?
Se è vero che guarire significa saper comunicare con se stessi, di cosa mi hai parlato in questi lunghi vent’anni?
Il bisogno di evadere dai pensieri neri, la paura del presente e dell’impegno, di affrontare responsabilizzazioni: sono concetti che vedo attraverso un vetro e che negli ultimi anni mi hanno tenuto nella paura di non meritare di vivere. La paura di vivere, la paura di amare, la paura di essere amato, la paura della morte, la paura del domani, la paura di guardarmi dentro, la paura della sofferenza degli altri attraverso la mia.: mi hanno allontanato da te, amica malattia, nella paura ti ho spinto via da me, ho rifiutato il dialogo con te.Ti ho rinnegata invece di abbracciarti, invece di amarti, di prenderti per mano e ascoltare la tua saggezza,. Tu, amante, sorella, con l’infinita pazienza di una madre hai aspettato che questo bambino superficiale smettesse di distrarsi coi suoi giochi leggeri e pesanti e capisse l’importanza di agire l’esercizio della disciplina. Finchè era il bambino in me a scegliere non sapevo riconoscere le potenzialità che mi offrivi generosamente. Ora mi chiedo se queste paure siano le stesse che l’uomo comune vede riflesse nello specchio quotidiano della propria esistenza.
Chi sarei io senza di te, amica malattia? Nessuno?
Sono come l’uomo comune, che alla mia stessa età può cadere in crisi guardando le occasioni sfumate, una crisi che tira su come un amo tutte le crisi non risolte, non vissute, del passato.. Sono confuso, non so più cosa pensare, mi arrendo. Forse è vero che ti ho usata come scusa per evitare le responsabilità, per me stesso o per non vivere pienamente la mia vita. Ma neanch’io so cosa veramente mi passi per la testa, ascoltando il fisico il cuore e le mie paure. Lo sapessi, sarei totalmente sereno. Nel dubbio, non so se devo essere egoista con chi mi ama e tenerlo stretto con tutte le responsabilità che comporta, oppure stare da solo completamente con te, vicina fino alla fine. La fine tanto aspettata, la fine che a venticinque anni sembrava aspettarmi dietro l’angolo e che negli ultimi anni si è rivelata sì sempre più lontana, ma tuttavia sempre presente nella testa e nei pensieri che la affollano. La fine, che pulsa e ripulsa nel sangue infetto, quando arriverà?.
Non sono ancora un uomo morto, fisicamente, anche se ho vissuto come un morto per troppo tempo. Con l’eroina e la paura. Solo quando l’ho sentita vicina , la fine, ho ripreso a vivere, vivere intensamente. Se oggi, alla luce di tutto ciò che ho vissuto, se oggi mi trovassi faccia a faccia col Luigi di venticinque anni fa, gli direi non dare niente per scontato e lasciati sorprendere dalla meravigliosa bellezza della vita, che ha sempre qualcosa in serbo. E ascoltati di più dentro, per sentire di cosa veramente hai bisogno. E non fuggire davanti alle contrarietà, non scappare e rifugiarti in un mondo illusorio, non farti abbattere dalle avversità, ma accettale onorale e rispettale, perché anche se non lo sai ancora sono le ricchezze e il patrimonio del tuo futuro.
Ripassandomi le mani in faccia sento le rughe. Guardandomi allo specchio sento i segni del tempo, della vita., i tuoi segni. L’acqua mi scappa tra le dita come il tempo passato, amica malattia.
Ultima modifica di Redazione il Lun Mar 23, 2009 3:34 pm, modificato 2 volte in totale
Cara Redazione, io vi voglio bene e vi rispetto, ma quella roba non la voglio leggere, mi basta il titolo: " amica malattia " per farmi girare i c......i! Non siamo tutti uguali. Un abbraccio a tutti, sta bestia è dura da sopportare, ed è difficile anche supportarsi!
Mi congedo,
ma prima voglio dare un consiglio: quando iniziate un rapporto di tipo sentimentale, avvisate sempre il/la partner del vostro stato.
Buona fortuna.
Registrato: Jun 25, 2004 Messaggi: 544 Località: Ravenna
Inviato: Mar Mar 20, 2007 4:10 pm Oggetto:
Ciao faby, hai detto benissimo, non siamo tutti uguali.
Bisognerebbe chiedere a Gigi che ha scritto il libro, perchè ha voluto chiamare così il capitolo 19.
Probabilmente perchè per lui l'HIV non è più un nemico.
Ma poichè non siamo tutti uguali nessuno pretende che anche per te sia la stessa cosa.
Puoi rimanere in guerra a vita con l'HIV, ma visto che è una bestiaccia così dura da sopportare, se ti permetti qualche tregua ogni tanto sarà meno stancante proseguire la battaglia.
Prova ad odiarlo a giorni alterni, così negli altri giorni in cui ti è amico riuscirai anche a sopportarti
Ti abbraccio, puoi congedarti quando vuoi, i forum sono così, dei porti di mare con gente che arriva, gente che parte, gente che resta per un pò.
Ma l'importante è
NON MOLLARE MAI
Sono toccato da come questo stralcio del libro di Gigi sintetizzi tutto un percorso: terrore, pensiero costante della morte, rimpianti, ma poi accettazione... x accettare l'hiv si passa attraverso il dolore e i mal di pancia.
Un grande stimolo a "dialogare" con la malattia. Spero di arrivarci. Per adesso sono ancora nella fase mal-di-pancia
Una cosa strana m'è capitata comunque: quest'infezione mi ha portato a interrogarmi un casino sulla vita, sulla religione, ad apprezzare questa misteriosa e magmatica esistenza. Forse in questo mi è un po' amica?...
Certo meglio se mi ci interrogavo da s- ... OVVIO!
Registrato: Jun 25, 2004 Messaggi: 568 Località: Pordenone
Inviato: Lun Lug 30, 2007 5:39 pm Oggetto:
Penso che prima di fare una critica bisogna leggere il libro!
L'autore è ben consapevole di quello che scrive visto che è 21 anni che è s+ e nel 96 a rischiato di lasciarci le penne, come molti di noi.
Condivido molto di quello che c'è scritto nel pezzo che criticate, molto mi ha insegnato la malattia, nel senso figurato, forse non sarei così ora se il tempo perso con lei non mi avesse insegnato a meditare sulle cose che succedono e alle relazioni che ci sono tra esse, forse non sarei felice come lo sono, forse sarei anch'io a correre dietro ad un sogno senza riuscire a raggiungerlo. Molte volte mi fermo a pensare alla Ada che c'era nei primi anni novanta e alla strada che aveva intrapreso, certo di successo con una bella carriera, un bel stipendio e poi una superficialità nel vivere senza accorgersi cosa stava succedendo agli altri.
I medici dicono che il grosso l'ho fatto io e i farmaci mi sono serviti da aiuto, i miei sogni di bimba si sono realizzati senza che io li desiderassi, compreso il principe azzurro con il cavallo bianco, sto bene amo la vita e amo le persone che mi circondano, ogni tanto ci metto un pizzico di ironia e raramente anche un po' di cinismo ma quando tiro le somme mi dico tutto non viene per nuocere, e come diceva il grande Terzani tutte le cose che succedono hanno un lato positivo quello di far pensare.
Ora sono serena, in pace con me stessa e con il mondo, e ho capito che la malattia è solo uno stato mentale.
Onestamente mi chiedo dove sarei io, se una decina di anni fa non avessi fatto quello stupido test, e non avessi scoperto la mia sieropositività. Onestamente dovrei anche ammettere che all'epoca non me ne importava una emerita mazza, visto che mi facevo come un copertone, seppure stavo tentando di smettere.
Sempre per onestà, dovrei pure ammettere che appena l'ho saputo, la voglia di non smettere di farmi è aumentata in maniera esponenziale.
Ma ancora più esponenzialmente, la mia voglia di vivere, la mia curiosità, la voglia di vedere cosa mi riservava il giorno dopo è stata più forte. Sono sempre stato così, reagisco da buon soldato a tutti i calci nel sedere che la vita mi riserva, soffrendo, piangendo, lasciandoci una parte della mia anima, ma alla fine riprendendo a camminare con le mie gambe.
Tutto questo non so se sia merito di uno stupido virus, o del fatto che in dieci anni io sia cambiato anche per effetto di qualcosa chiamato VITA.
Lotterò finché ne avrò forza, combatterò con tutto me stesso, e quando non ce la farò più sarò sempre io a decidere di smettere e farla finita, non lui. Perché di una cosa sono certo, che qualsiasi sia la cosa che metterà fine alla mia esistenza, voglio essere in grado di fargli una bella pernacchia e dirgli "Grazie del passaggio".
Da qui a considerare questo stupido virus, amico... Questo mai.
Ho perso troppi frammenti di me, troppi amici, troppe lacrime, anche troppo del mio sangue per poterlo fare.
E so che ne perderò ancora, di tutte queste cose.
Registrato: Jun 25, 2004 Messaggi: 568 Località: Pordenone
Inviato: Mar Lug 31, 2007 11:28 am Oggetto:
Nemmeno io lo chiamo amica, anzi per me non ha nessun nome è solo una potologia che ho come tanti altri hanno altre patologie, però mi è amica la situazione che si è creata, che mi ha aiutato a pensare e capire l'importanza della vita e la ricerca di una serenità interiore. Nel mio pellegrinare o incontrato compagni di viaggio con altri patologie come il cancro, la patologia cambia ma le paure, le sensazioni, la voglia di lottare e di cercare di riprendersi quello che stanno cercando di potarti via è la stessa, la voglia di rimettere a posto le cose e di combattere fino alla fine è identica.
Ognuno usa le armi che crede, Gigi ha scelto di allearsi e di trovare una sorta di compromesso con lei, altri scelgono vie diverse, ma la cosa importante è non allimentare l'odio, questo non serve, avvelena la nostra anima e lascia spazio al nemico di avvanzare dentro di noi.
Registrato: Oct 27, 2007 Messaggi: 23 Località: ancona
Inviato: Mar Nov 06, 2007 1:23 pm Oggetto: Amica malattia
Be..io non mi fono mai fatta...non ho mai fatto uso di droghe....non ho mai avuto rapporti occasionali...e sono mamma di una bimba di 10 anni...insomma da un anno dalla scoperta della mia sietopositività sono costretta ad asserire che forse proprio amica non sarà...ma una INEVITABILE COMPAGNA DI VITA....si!!!
UN ABBRACCIO FORTE A TUTTI
io non so a che livello sono
so che sono ancora a livello di rabbia per come l'ho contratto il virussino fetentino-....
un mio simile un uomo con gli occhi azzurri biondo, il mio prototipo di uomo (che caz.ate)...innamoratissima...no question
solo amore, convivenza...
e poi ops ricovero dott dice si faccia gli esami
e stankt
una trave in testa
come puo' uno fare l'amore con te, dormire con te per piu' di un anno e non dire mai niente...
questo devo ancora accettare.
una mia amica dice che nulla accade per caso e che io non mi volevo bene... ma c'e' in giro gente folle.
attenti. e usate precauzioni sempre, fidarsi e' bene...
parlando lui mi aveva detto ess sano che aveva fatto combattimenti kick boxing fino un anno prima che era un atleta...e io boccalona, innamorata cotta credevo a tutto.
spero liberarmi ansia e rabbia ma non voglio farmi fretta e voglio fare pupu' dura soprattutto!
vi abbraccio amici!
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