Inviato: Mar Dic 30, 2008 1:50 am Oggetto: segreto e disfunzione erettile
Cari dottori,
sono un ragazzo omosessuale di 30 anni, da 2 anni so di essere s+ e da subito ho iniziato le terapie, con discreta ripresa immunitaria e viremia 0.
Ho intrapreso due relazioni in quest'ultimo anno: nella prima ho detto del mio stato di infezione dopo una settimana di frequentazione e ho incontrato un ragazzo che oltre a ricambiare il mio amore ha anche accolto e accettato i limiti della mia sieropositività, partecipando, informandosi, e - pur con le protezioni per i rapporti anali - rimanendo totalmente coinvolto e libero nei rapporti sessuali e discreto con i suoi amici... tutto ciò che un s+ possa desiderare da un ragazzo di cui è innamorato totalmente.
Ma io, ossessionato dal pericolo eventuale di baci, rapporti orali, dalla posizione di inferiorità (essere lasciato per un ragazzo sano, migliore), dalla paranoia di ciò che potesse pensare quando era sovrappensiero magari per altri fatti... ho visto in me affievolirsi la passione, la potenza sessuale, l'amore. L'ho lasciato, ommeglio mi sono fatto un po' lasciare, lui è tornato da me dicendomi di volermi ancora, ma io non avevo più nulla nel mio cuore oramai schiavo dell'HIV. E via la prima falciata di occasione di amore, fatta con le mie stesse mani.
Col secondo ho tenuto nascosto l'HIV e questa scissione di me stesso mi ha portato i conti dopo non molto: di nuovo scenari di abbandono, pretesti, impotenza, fine. Se solo non avessi avuto queste difficoltà sono certo che saremmo andati avanti perchè era una cosa bellissima. Dico bellissima
Mi sembra una maledizione, mi sembra la maledizione del dr. Faustus, niente mi può rendere più povero del mio cuore svuotato dalle paure, dalla tragedia che non mi fa più paura dal punto di vista clinico ma che mi ruba l'Amore.
Ho una tristezza addosso che quasi mi anestetizza, ho pensato al viagra ma non ne ho parlato ancora né con un medico né con uno psicoterapeuta, ho intrapreso una psicoterapia e adopero un antidepressivo in dosi basse, che non influisce sulla mia potenza sessuale anzi mi aiuta anche per le energie fisiche e per l'ansia. Le mie energie vengono però meno, sotto il macigno dei pensieri di disfattismo, paura di contagiare, paura di essere mollato.
Questa maledetta infezione ha rapito la mia stessa identità, la mia libertà di orizzonti, la mia possibilità di crearmi una famiglia, seppur atipica, ma in cui credo. Non so più chi sono, all'inizio sento che riesco a far uscire fuori me stesso prima dell'HIV, ma presto o tardi viene prima l'HIV e poi io.
Chiedo aiuto a voi psicologi e anche a chi del forum legge e si riconosce in queste situazioni, magari le ha gestite, superate. Nel frattempo gli anni passano, le storie passano, la mia autostima... passa anche quella. E sogno ad occhi aperti ricordando com'ero quando non avevo questa inaspettata e immeritata sfortuna che mastica lentamente il mio corpo e il mio cuore.
Un abbraccio e grazie a chi mi potrà essere vicino,
POZ.
Salve,
dal tono della sua lettera si evince uno stato d'animo depresso. Questo forse getta un'ombra uniforme su cose che però sono di natura diversa.
Per esempio il fatto che la sua salute fisica generale sia buona, e l'importante fatto che per due volte lei si è innamorato ed è stato ricambiato.
Vede, la capacità d'amare non si perde con il fatto che un amore finisca, rimane in lei come potenzialità in attesa di potersi nuovamente fare esperienza.
Ma forse il suo sguardo, al momento è volto indietro, le è difficile guardare a ciò che il futuro le riserva.
Ha scritto che ha iniziato una psicoterapia, la sta continuando? Perchè è una cosa importante avere uno spazio di espressione di queste emozioni che la frenano, o che la bloccano. Sono qureste emozioni e non Hiv la causa del suo disagio, ma questo dovrà forrse capirlo piano piano in uno spazio di dialogo appunto, e soprattutto comprenderlo giorno per giorno nelle cose minute e non intellettualmente o perchè glielo dico io.
In verità ciò che dice dell'ultima sua storia d'amore è un po breve e confuso. Se ne ha voglia, mi spieghi meglio, forse posso dirle qualcosa di più.
Per il resto, lascio anche la parola a qualcuno degli atri utenti, che forse hanno sperimentato qualcosa di simile a ciò che lei riferisce. E molti di loro, mi creda, lo hanno anche superato, come mi auguro succeda a lei.
Buona serata.
Salve
ho riletto il suo messaggio. non so se lei vive vicino roma, volevo ricordarle che quando e se sentirà il bisogno di un luogo di supporto e confronto, a roma stiamo attivando un gruppo di sostegno. per informazioni chiami la segreteria come nell'annuncio sul forum problemi psicologici.
La saluto cordialmente
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