Inviato: Mar Nov 11, 2008 12:37 am Oggetto: Non so con chi sfogarmi...
Gentile psicologo
ho scoperto di essere sieropositivo da quasi 9 mesi e in tutto questo tempo, credo di non essere mai riuscito a sfogare tutto il mio dolore e la mia sofferenza che provo da quando ho saputo di avere il virus. Tutto è cominciato quando sospettavo gia qualcosa, e mentre facevo vari controlli non dicevo a nessuno, nemmeno alla mia famiglia che poteva esserci di mezzo l'hiv. Poi da solo, a Blogna, dove faccio l'università mi sono recato in ospedale e ho fatto il test che è uscito positivo. Per un paio di giorno ho mantenuto il silenzio con i miei che nel frattempo erano a casa loro. Poi sono tornato a casa dove ho rifatto un altro test e dopo che il medico mi ha dato la conferma, mia madre è stata la prima della famiglia a saperlo.
mI sentivoterribilmente in colpa verso tutti per aver portato una sofferenza così grande in famiglia e non volevo far vedere la mia sofferenza. Sono stato un po' di tempo a casa coi miei e x fortuna non facevo e tuttora nn faccio terapia. Ma a parte il primo giorno in cui ho pianto davanti a loro, dopo non sono più stato capace di sfogarmi davanti ai loro occhi. Il mio rapporto con loro è piuttosto complicato e per via di litigi vari non ci sono state occasioni sincere in cui mi riuscivo a chiedere sostegno e loro, solo per non allontarmi dall'università e non abbattermi ancora di più non mi dimostrno di essere in pena per me ma anzi, fanno finta di nulla e il discorso sulle analisi di routine che fino ad ora vano bene esce di rado.
Tuttavia, io sto male, e non riesco a spiegare il tipo di malessere che ho perchè è molto flessibile. In questi ultimi giorni ho alti e bassi, a volte mi dimentico totalmente, a vote scoppio a piangere da solo. Non ho nessuno che possa scoltarmi e non posso rivelre a nessuno del mio stato perchè non ho persone di cui fidarmi ciecamente, forse nemmeno i miei genitori.
Lei crede che anche telefonicamente, ora che siamo lontani, io debba aprirmi con loro e dire che sto male? Io non lo faccio perchè non mi piace fare la vittima e soprattuto non voglio creare loro altri pensieri vsto che ci sono gia altri familiari stretti che non stanno bene psicologicamente e fisicamente. Secondo lei con chi potrei aprirmi? non trovo il tempo per andare a entrare in terapia, le sembrerà strano ma è così e mi sento così solo che a volte credo di essere condannato alla solitudine e al silenzio. Sono normali questi sbalzi di umore e questi pianti improvvisi soprattutto quando vedo intv scene in ospedali con malati, ecc.?
Buongiorno
i suoi sbalzi di umore sono assolutamente normali, ma non per questo non meritano di essere presi in considerazionei.
Forse sono altalenanti propro perchè lei cerca di negare e reprimere il suo disagio. Ecco che emergono alla sua stessa attenzione solo quando il dolore o la confusione sono così alti da non poter essere ignorati.
Ma sembra che sia lei stesso ad ignorarli per primo.
Vorrei tanto crederle quando dice che non ha tempo per andare da un professionista dell'aiuto.Ma non posso, perchè sò che questo è un modo per allontanare la presa in carico del proprio dolore temendo che cominciando ad occuparsene si scoperchi un pozzo di cui non si conosce il fondo.
Ma non è così, mi creda, cercare aiuto significa costruirsi una rete di salvataggio, darsi uno spazio personale, costruirsi un ascolto per primo con se stessi.
Certo che deve parlare con i suoi, lei è parte di quella famiglia e ha diritto ad essere sostenuto, ma il suo diritto ad essere ascoltato forse deve prima di tutto concederselo lei stesso, poi le verrà naturale chiederlo ai suoi cari.
Un caro saluto
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