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Carceri: Hiv e carcere: il diritto alla salute è un Diritto Umano Carcere
Postato il Giovedì, 22 luglio ore 14,07 di redazione
Carcere


La mancata disponibilità di aghi  sterili e condom in carcere è una violazione dei  Diritti umani, oltre che un problema di salute  pubblica. Lo hanno spiegato chiaramente i  redattori di Lancet, presentando a Vienna il  numero monografico della rivista (“Hiv in people  who use drugs”).

 Lo ha ribadito Julio Montaner,  chair della Conferenza e direttore della  International Aids Society (IAS), oltre che primo  firmatario della Dichiarazione di Vienna.



E ancora una volta l'Unodc, l'Ufficio Onu su Droga e Crimine, ha ripetuto la necessità per le carceri di misure di prevezione basate sull'evidenza, ovvero disponibilità di condom e siringhe sterili. 
E consegnato un “toolkit” con informazioni e  indicazioni in merito, con l'obiettivo, ha  spiegato Christian Kroll, coordinatore globale per  l'Hiv/Aids, di fare pressione sui governi nazionali perché si decidano ad affrontare un problema sanitario e sociale solitamente occultato  per motivi di opportunità politica.

 In Italia la prevalenza in carcere delle persone  sieropositive è stimata, dall'Istituto superiore  di Sanità, al 7,5 per cento È una percentuale enormemente superiore a quella riferita alla  popolazione generale (in Italia le persone  sieropositive sono circa 180mila) e a quelle di  altri Paesi (negli Usa è dell'1,5%, dati del dipartimento di Giustizia). E tra i tanti morti nelle patrie galere, negli ultimi sei mesi si  contano almeno 6 detenuti sieropositivi. 

 La prevenzione in carcere di Hiv e altre patologie  trasmissibili (tubercolosi, epatiti) tramite condom e aghi sterili non è fantascienza: si fa da  anni in tutte le carceri della Spagna, in Svizzera  si sta espandendo a tutti gli Istituti  penitenziari, programmi specifici ci sono in  Scozia, e sono circa 60 i Paesi nel mondo che  hanno tali programmi. L'evidenza della loro  efficacia è ampiamente documentata. 

 Anche l'Italia, dove la maggioranza delle persone detenute è tossicodipendente, deve prendere atto di tale evidenza, procedendo almeno con una valutazione della reale dimensione del problema sanitario in carcere, in riferimento all'Hiv/Aids  e non solo.

Anche in Italia le persone detenute devono avere accesso alla medesima assistenza sanitaria cui hanno diritto tutti gli altri cittadini.

Solo procedendo su questa strada, la distanza  dell'Italia con la Vienna, e con lo slogan della Conferenza “Rights here, right now”, potrà essere  accorciata.

                              Il diritto alla salute è un Diritto umano. E vale
                              per tutti
.

Fonte: IMGPress


 
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