La mancata disponibilità di aghi sterili e condom in carcere è una violazione dei Diritti umani, oltre che un problema di salute pubblica. Lo hanno spiegato chiaramente i redattori di Lancet, presentando a Vienna il numero monografico della rivista (“Hiv in people who use drugs”).
Lo ha ribadito Julio Montaner, chair della Conferenza e direttore della International Aids Society (IAS), oltre che primo firmatario della Dichiarazione di Vienna.
E ancora una volta l'Unodc, l'Ufficio Onu su Droga e Crimine, ha ripetuto la necessità per le carceri di misure di prevezione basate sull'evidenza, ovvero disponibilità di condom e siringhe sterili.
E consegnato un “toolkit” con informazioni e indicazioni in merito, con l'obiettivo, ha spiegato Christian Kroll, coordinatore globale per l'Hiv/Aids, di fare pressione sui governi nazionali perché si decidano ad affrontare un problema sanitario e sociale solitamente occultato per motivi di opportunità politica.
In Italia la prevalenza in carcere delle persone sieropositive è stimata, dall'Istituto superiore di Sanità, al 7,5 per cento È una percentuale enormemente superiore a quella riferita alla popolazione generale (in Italia le persone sieropositive sono circa 180mila) e a quelle di altri Paesi (negli Usa è dell'1,5%, dati del dipartimento di Giustizia). E tra i tanti morti nelle patrie galere, negli ultimi sei mesi si contano almeno 6 detenuti sieropositivi.
La prevenzione in carcere di Hiv e altre patologie trasmissibili (tubercolosi, epatiti) tramite condom e aghi sterili non è fantascienza: si fa da anni in tutte le carceri della Spagna, in Svizzera si sta espandendo a tutti gli Istituti penitenziari, programmi specifici ci sono in Scozia, e sono circa 60 i Paesi nel mondo che hanno tali programmi. L'evidenza della loro efficacia è ampiamente documentata.
Anche l'Italia, dove la maggioranza delle persone detenute è tossicodipendente, deve prendere atto di tale evidenza, procedendo almeno con una valutazione della reale dimensione del problema sanitario in carcere, in riferimento all'Hiv/Aids e non solo.
Anche in Italia le persone detenute devono avere accesso alla medesima assistenza sanitaria cui hanno diritto tutti gli altri cittadini.
Solo procedendo su questa strada, la distanza dell'Italia con la Vienna, e con lo slogan della Conferenza “Rights here, right now”, potrà essere accorciata.
Il diritto alla salute è un Diritto umano. E vale
per tutti.
Fonte: IMGPress