Hiv Summit 2009, serve maggior prevenzione e una diagnosi precoce
In Italia circa 4 mila nuove infenzioni ogni anno, spesso inconsapevoli
Provincia di Rimini, Modena e Lazio il maggior numero di nuove infezioni
Lo rivelano i dati forniti da Regioni e Province e raccolti dall'Istituto superiore di sanita' (Iss), resi noti in occasione della presentazione dell'Hiv Summit Italia 2009, avvenuta oggi a Roma.
Hiv Summit 2009, serve maggior prevenzione e una diagnosi precoce
In Italia circa 4 mila nuove infenzioni ogni anno, spesso inconsapevoli
Una maggiore cultura della prevenzione e la diagnosi precoce. E' uno dei presupposti da cui domani(oggi Ndr) a Roma partirà l'hiv Summit 2009. In Italia ci sono circa 110 mila sieropositivi.
«Ogni anno si riscontrano 4 mila nuove infezioni, spesso si tratta di infezioni inconsapevoli, di persone che non sanno di avere comportamenti a rischio», ha detto Stefano Vella, direttore del dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanità.
Negli ultimi tempi, infatti, si sono trascurate le campagne di sensibilizzazione e di educazione dei giovani nei confronti della malattia.
Alla vigilia dell'Hiv Summit 2009, compare anche una buona notizia sul fronte istituzionale.
Ad annunciarlo, durante la conferenza stampa di presentazione del dibattito che avrà luogo domani (oggi Ndr) a Roma, è Rosaria Iardino, presidente dell'associazione Nps Italia (Network Persone Sieropositive).
«Governo e opposizione hanno convenuto in soli due mesi ed è stata approvata una mozione all'unanimità con la quale il governo si impegna entro 6 mesi a proporre le linee guida per un accesso facilitato e una diagnosi precoce dell'hiv, che la commissione sanitaria d'igiene aveva chiesto di formulare e realizzare».
Nel corso del dibattito di domani saranno affrontati vari temi, come quello della necessità della più ampia disponibilità di effettuare il test hiv.
Ma c'è bisogno anche di una maggiore cultura della prevenzione e della diagnosi precoce.
Appare, infatti, che vi sia una minore attenzione verso l'educazione dei giovani riguardo non solo l'aids, ma in generale su tutte le malattie sessualmente trasmissibili.
Su questo punto si è detto ampiamente d'accordo anche Gampiero Carosi, direttore istituto malattie infettive e tropicali dell'Università di Brescia e presidente SIMaST, secondo cui la disinformazione della popolazione, porta addirittura alla confusione della riduzione dei nuovi casi di Aids con il pieno controllo della situazione.
Questo si traduce nel ridotto utilizzo del test Hiv, a cui deve aggiungersi la difficoltà di definire oggi le popolazioni a rischio di infezione. Anche l'incremento di immigrati può giocare un ruolo rilevante soprattutto per un più difficoltoso accesso al test e alle cure».
Ed è anche per tale motivo che, secondo Carosi, è necessario che vengano fornite cure mediche anche agli immigrati, altrimenti si potrebbe alimentare la diffusione di epidemie.
«Ci sono circa 110mila sieropositivi in Italia, circa 4.000 nuove infezioni in Italia ogni anno, spesso si tratta di infezioni inconsapevoli, di persone che non sanno di avere comportamenti a rischio» - ha detto Stefano Vella, direttore del dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanità - «uno dei motivi del convegno è di attirare nuovamente l'attenzione sul fatto che l'Hiv esiste ancora, non si può curare ma trattare ed è una pandemia strisciante che c'è e si moltiplica».
La malattia è stata riscontrata per la prima volta nel 1982, e in Italia fino ad oggi si sono registrati 58.400 casi e 35.300 decessi per Aids. Il dato che desta però maggiore preoccupazione è quello raccolto dalle regioni e dalle province che mostra un altro livello di incidenza di nuove infezioni. Segno che, forse, si è abbassata la guardia su una malattia che purtroppo ancora oggi, nonostante i progressi medici, è curabile ma non guaribile.
Articolo di antonino marsala per Agenzia Multimediale italiana
AIDS: A RIMINI, MODENA E NEL LAZIO MAGGIOR NUMERO NUOVE INFEZIONI HIV
Roma, 18 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - La provincia di Rimini, il Lazio e Modena sono le zone d'Italia con la piu' alta incidenza di nuove infezioni di Hiv ogni anno. Lo rivelano i dati forniti da Regioni e Province e raccolti dall'Istituto superiore di sanita' (Iss), resi noti in occasione della presentazione dell'Hiv Summit Italia 2009, avvenuta oggi a Roma.
Si parte dai 14,5 casi per 100 mila abitanti della provincia romagnola, ai 10,5 del Lazio, fino agli 8,3 della cittadina emiliana.
Seguono il Trentino (7,2 casi per 100 mila abitanti), la Ligura (6,5), il Veneto (6,4), la provincia di Sassari (4,7), Bolzano (3,7) e il Friuli Venezia Giulia (1,9).
"L'incidenza maggiore al Nord - ha commentato Rosaria Iardino, presidente del Network persone sieropositive (Nps) - e' dovuta al fatto che al Sud si fanno meno diagnosi e c'e' meno cultura del test.
Credo che nel Meridione le cifre del 'sommerso' siano superiori a quelle del resto del Paese". Sommerso significa persone sieropositive che non sanno di esserlo, circa 40 mila in tutto il Paese secondo le stime sempre dell'Iss.
Oggi oltre il 50% dei sieropositivi scopre di avere il virus a ridosso della diagnosi di malattia conclamata.
Ed essendosi abbassata la percezione del rischio tra alcune categorie di persone, e' cambiata l'eta' media delle persone che si ammalano: ormai supera i 40 anni, con un incremento fra le donne, che rappresentano la meta' dei pazienti.
Se quando la malattia e' stata scoperta, negli anni '80, la fonte principale di contagio era la tossicodipendenza, oggi la trasmissione avviene soprattutto per via sessuale, sia etero (43%) che omo o bisessuale (22%). E se attualmente, rispetto agli anni scorsi, e' piu' facile dominare la malattia e le terapie disponibili sono indubbiamente piu' efficaci, tanto da aver ridotto in maniera significativa il numero di morti, si stima che le persone che vivono con Hiv/Aids siano 120 mila. Sono circa 3.500-4.000 le nuove infezioni l'anno.
Fonte: Adnkronos
Canale Informativo: Libero News