L'infezione da HIV:l'uomo e il virus.
Articolo della Dott.ssa Paola Trotta per NPS ONLUS
14 agosto 2006
L'infezione da HIV è la storia dell'interazione tra il virus e l'ospite.
Tale modello di interazione è stato discusso da Julie Overbauyh che ne ha sottolineato le implicazioni sia per quanto riguarda i fattori legati all'ospite che per quanto attiene quelli legati al virus.
Tra le caratteristiche dell'ospite che possono avere un ruolo rilevante nel determinare le suscettibilità all'infezione da HIV devono essere annoverati fattori modificabili (quali la presenza di altre malattie a trasmissione sessuale e nei maschi la mancanza di circoncisione) e fattori immodificabili quali la presenza di mutazioni primarie nei recettori CCR5 che legano il virus sulla membrana dei linfociti CD4.
Un discorso a parte meritano i fattori antivirali innati: si tratta di proteine, presenti in alcune cellule, in grado di bloccare il virus.
In particolare l'attenzione dei ricercatori è rivolta alla proteina TRIM 5, espressa nei macachi e le proteine umane APOBEC3G/3F/3B.
Nel futuro una loro migliore caratterizzazione potrà aiutare a progettare nuove strategie terapeutiche o vaccinali che ne mimino o ne potenzino gli effetti.
Un aspetto perticolare connesso alle caratteristiche dell'ospite è rappresentato dalla possibilità che una persona già infetta con HIV possa essere suscettibile a nuove infezioni;tuttavia le reale prevalenza e l'eventuale impatto clinico delle super-infezioni da HIV deve essere ancora valutato in maniera appropiata.
Per quanto riguarda infine le caratteristiche legate al virus in grado di condizionare l'infezione da HIV,bisogna considerare fondamentalmente la carica virale dell'HIV e la presenza di varianti virali. In particolare la presenza di corecettori mutati o fenomeni biochimici di glicosilazione delle proteine dell'involucro virale che condizionano l'infettività del virus potranno rappresentare la base per strategie prevntive, vaccinali e non, con particolare riguardo alla possibilità di utilizzo di microbicidi.
Nota: Fonte: Articolo della Dott.ssa Paola Trotta per NPS ONLUS