Conferenza Stampa HiVideo 2009
Roma 17 giugno 2009
Intervento di Fiorenza Bassoli Commissione Sanita' Senato della Repubblica
Esprimo il mio particolare apprezzamento per questa iniziativa che intende richiamare l'attenzione dei giovani sull'infezione da Hiv e sull' AIDS e su quali mezzi utilizzare per preverire e individuare precocemente la malattia.
I dati del Centro operativo AIDS dell'Istituto Superiore di Sanità al dicembre 2008 ci dicono come si sia modificata in questi anni nel nostro paese, la mappa dell'infezione.
C'è una diminuzione dei casi di AIDS che è attribuibile all'effetto delle terapie antiretrovirali piuttosto che alla riduzione delle nuove infezioni di Hiv.
Chi si infetta rispetto a 10/ 20 anni fa, non è più giovane e prevalentemente tossicodipendente,ma è nella maggior parte dei casi un adulto che si è infettato attraverso rapporti sessuali,con una crescita elevata dei casi di AIDS legato a contatti eterosessuali che sono il 45,2% secondo i dati dell'Ist.Sup.Sanità.
Fatto particolarmente allarmante,sempre secondo questi dati,è che circa un quarto delle persone HiV positive, non sa di essere infetto,ed è in aumento il numero degli stranieri contagiati.
I casi nella fascia d'età oltre i 40 anni passano dal 10,1% del 1990 al 40,8% del 2005,per le donne si passa nello stesso periodo dal 5,7% al 30,8%.
La maggior parte delle donne acquisisce l'infezione da un partner che sapeva di essere HiV positivo,(sono il 42,5% dei casi).
Questo dato merita una riflessione particolare,le donne appaiono più indifese rispetto i rischi di contrarre la malattia,su questo punto la difficoltà ad entrare nel merito è legata a diversi fattori.Scontiamo la mancanza di una riflessione sui cambiamenti nel rapporto uomo donna e i limiti che nel nostro paese ci sono, rispetto la medicina di genere.
Per le donne che contraggono l'infezione non siamo in grado di misurare le differenze nell'accesso alle cure,il livello di tossicità dei farmaci,la risposta alle terapie,(soprattutto in caso di gravidanza),la qualità della vita anche rispetto al fatto che sulle donne c'è un carico di lavoro enorme,perché all'attività fuori casa, si aggiunge sempre quella di cura dei propi familiari.
Non c'è una sufficiente attenzione alla salute della donna,anche in rapporto alla trasmissione dell'infezione al neonato.I casi di bimbi seriopositivi,segnalati fino al 31 dic.2008,sono l'1,3% del totale dei casi.La diminuzione dei casi pediatrici dopo il 1997, è dovuta,quasi esclusivamente, al trattamento antiretrovirale delle donne in gravidanza,che ha ridotto la trasmissione verticale,e alla cura antiretrovirale dei bambini infetti che ha allungato i tempi d'incubazione della malattia.
Per quanto riguarda l'informazione delle giovani donne, una possibilità ci viene dalla campagna di vaccinazione contro il Papilloma Virus.Abbiamo di recente chiesto con una interrogazione a firma mia e di altri, di fare un bilancio di come le Regioni hanno sviluppato questa iniziativa,sappiamo che sono notevoli le differenze nel modello d'intervento tra diverse realtà territoriali,si rende necessario un bilancio e che il Ministro riferisca in aula sui risultati raggiunti, le difficoltà incontrate,ma anche i possibili correttivi e gli sviluppi ulteriori della campagna di vaccinazione.
Perchè non associare alla campagna un momento d'informazione e formazione sulle malattie sessualmente trasmissibili?
I giovani si avvicinano alla vita sessuale senza avere informazioni adeguate circa i rischi e i problemi sul piano della salute.Una campagna d'informazione rivolta alle giovani che si vaccinano potrebbe essere un modo per far arrivare a molte ragazze e alle loro famiglie,un messaggio chiaro e corretto riguardo l'assunzione di responsabilità verso se stesse e il futuro patner, nella salvaguardia della salute.
Questi pochi dati ci dicono quanto sia importante un Piano di Prevenzione Nazionale che sostituisca quello scaduto nel 2008,all'interno del quale, sia definito un coordinamento, tra i diversi livelli di prevenzione.L'ho chiesto a nome del mio gruppo parlamentare in occasioni del dibattito che si è tenuto al Senato sul tema dell'AIDS il 18 marzo scorso.
Inoltre visto il rinnovo della Commissione Nazionale di Lotta contro l'AIDS,è importante che questo organismo produca un progetto organico d'intervento così come previsto dall'art,1 della legge 5 giugno 1990 n.135,
Il piano dovrebbe riguardare le modalità i tempi e i modi,oltre che le risorse con cui fare prevenzione, informazione, ricerca, sorveglianza epidemiologica, sostegno all'associazionismo e al volontariato, attenzione alle fasce particolari di popolazione donne, giovani e immigrati in particolare.
Concludo ringranziando NPS e la Presidente Rosaria Iardino per questa iniziativa,che indica UNA STRADA NUOVA E INTELLIGENTE PER COINVOLGERE I GIOVANI E FARE INFORMAZIONE ATTIVA,CI AUGURIAMO CHE ANCHE QUESTO POSSA ESSERE UNA TAPPA IMPORTANTE NELLA LOTTA CONTRO Hiv e AIDS.
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Alcune foto dalla Conferenza Stampa





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