Immigrazione e salute
Data: Venerdì, 01 febbraio ore 19,02
Argomento: HIV- Immigrazione


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 HIV: gli stranieri nel nostro Paese si infettano sei volte di più che gli italiani.
Le ragioni e la dinamica delle infezioni nello studio condotto dal COA

           National Focal Point: 10 anni di impegno nella ricerca, nella prevenzione e nella formazione
La Commissione Europea DG V, con l'appoggio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha finanziato dal 1991 al 2007 il Progetto "AIDS & Mobility" finalizzato alla realizzazione di interventi di prevenzione sull'infezione da HIV e sull'AIDS rivolti alle popolazioni mobili (immigrati, minoranze etniche, rifugiati politici, camionisti, adolescenti senza fissa dimora, militari, prostitute straniere) nei Paesi dell'Unione Europea.



    L'incidenza del virus HIV tra gli stranieri presenti in Italia, se confrontata con quella riferita alla popolazione italiana, risulta essere in media sei volte maggiore rispetto a quest'ultima.
È quanto emerge da una ricerca effettuata da un gruppo di ricercatori dell'ISS coordinato da Barbara Suligoi, direttore del Centro Operativo AIDS (COA). Lo scopo della ricerca era quello di stimare, nel periodo 1992-2004, l'incidenza dell'HIV tra gli stranieri presenti legalmente e illegalmente nel nostro Paese, mettendo poi a confronto i dati ottenuti con quelli riferiti alla popolazione italiana.

Nel periodo di riferimento (1992-2004), delle 17.309 nuove diagnosi segnalate il 19% riguarda soggetti stranieri. Il numero degli stranieri infetti è aumentato da 232 casi nel 1992 a 347 casi nel 2004. A questo proposito c'è però da considerare anche il parallelo incremento della presenza in Italia degli stranieri con permesso di soggiorno: si è passati infatti da 207.157 nel 1992 a 828.509 nel 2004, con un tasso di crescita annuale del 12,2%.

"Il recente aumento dell'immigrazione verificatosi nei Paesi economicamente avanzati - spiega Suligoi - deve costituire motivo di maggiore attenzione per la diffusione del virus dell'HIV.
Le popolazioni immigrate infatti risultano essere maggiormente vulnerabili rispetto all'infezione a causa di diversi fattori, primo fra tutti la provenienza da Paesi fortemente colpiti dall'HIV: più della metà (53,8%) degli stranieri che hanno contratto la malattia proviene dall'Africa e il 25% dall'America Latina.
La distribuzione delle nuove diagnosi per area di origine è comunque mutata nel corso degli anni: per quanto riguarda i soggetti provenienti dall'Africa si è avuto un aumento dei casi segnalati, dal 26,7% nel 1992 al 59,9% nel 2004; al contrario, è diminuita nel periodo considerato la percentuale rappresentata dai latinoamericani, da 37,5% a 22,2%".

Per più della metà dei casi analizzati (51%) in tutto il periodo di riferimento, l'acquisizione dell'HIV è dovuta a rapporti eterosessuali. E la percentuale degli stranieri esposti a questo rischio è triplicata nel tempo: da 23,7% nel 1992 a 60,4% nel 2004. I soggetti maggiormente colpiti risultano essere gli uomini, con un percentuale del 56%; l'età media dei sieropositivi è di 31 anni (32 per gli uomini e 27 per le donne).

L'incidenza delle nuove diagnosi tra gli stranieri nell'intero periodo di studio è stata di 69 casi su 100.000 soggetti aventi permesso di soggiorno, mentre tra gli italiani è stata di 8,7 casi su 100.000 abitanti. In ogni caso l'incidenza è diminuita nel tempo per entrambe le categorie: infatti, tra gli stranieri, nel periodo 1992-1994 l'incidenza era di 99,8 diagnosi per 100.000 aventi permesso di soggiorno, mentre nel periodo 2002-2004 è scesa a 57,7. Tra gli italiani l'incidenza è passata da 15,7 diagnosi ogni 100.000 abitanti nel 1992-1994 a 5,4 nel 2002-2004.

L'indice di incidenza ha comunque confermato una marcata differenza tra le due popolazioni, mostrando come l'incidenza totale tra gli stranieri sia in media sei volte maggiore di quella rilevata tra gli italiani: è risultata cinque volte maggiore nel periodo 1992-1994 e ben otto volte nel periodo 2002-2004. Ciò può essere spiegato anche con l'aumento generale dell'immigrazione, soprattutto dell'immigrazione proveniente da zone a rischio, come l'Africa e i Paesi dell'Europa dell'Est.

"Non siamo purtroppo in grado di stabilire se l'infezione da parte degli stranieri è stata acquisita in Italia - conclude la ricercatrice - tuttavia il fatto che un'alta percentuale di soggetti affetti da HIV provenga da aree geografiche fortemente colpite dal virus fa supporre che essi abbiano contratto l'infezione nel loro Paese d'origine. Nell'interpretare i risultati dell'indagine, inoltre, bisogna considerare che i tassi di incidenza stimati sono stati calcolati rispetto al numero degli stranieri regolari perché il numero preciso degli irregolari non è noto; tuttavia, anche includendo gli irregolari, l'incidenza da HIV tra gli stranieri risulterebbe molto più alta rispetto a quella degli italiani. Inoltre, non possiamo escludere che molti stranieri, non essendo consapevoli delle possibilità di cure e servizi sanitari gratuiti offerti nel nostro Paese, non si sottopongono al test dell'HIV perché non possiedono il permesso di soggiorno e temono per questo di essere consegnati alle autorità, oltre che a causa delle barriere sociali e linguistiche che incontrano nel loro soggiorno".


 

National Focal Point: 10 anni di impegno nella ricerca, nella prevenzione e nella formazione

ISS 29/01/08

a cura di Anna Maria Luzi, Anna Colucci e Pietro Gallo*

La Commissione Europea DG V, con l'appoggio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha finanziato dal 1991 al 2007 il Progetto "AIDS & Mobility" finalizzato alla realizzazione di interventi di prevenzione sull'infezione da HIV e sull'AIDS rivolti alle popolazioni mobili (immigrati, minoranze etniche, rifugiati politici, camionisti, adolescenti senza fissa dimora, militari, prostitute straniere) nei Paesi dell'Unione Europea.

Tale Progetto, coordinato dal Netherlands Institute for Health Promotion and Disease Prevention (NIGZ) di Worden (Olanda) ha perseguito, nel corso degli anni, tre principali obiettivi:

- fornire risposte mirate al bisogno di salute delle popolazioni mobili che si muovono all'interno dell'Unione Europea;
- realizzare interventi di prevenzione sull'infezione da HIV e sull'AIDS rivolti a persone straniere;
- costituire una Rete - NFP nazionale in ogni Stato Membro per avere una visione completa della situazione europea, che consenta il confronto tra differenti esperienze.

Il National Focal Point italiano

In Italia il National Focal Point si è costituito nel 1997 e ha svolto la sua attività in ambito europeo fino al termine del 2007. Dall'anno 2008 il Network italiano proseguirà il suo impegno solo a livello nazionale, in quanto il Progetto AIDS & Mobility è in attesa di una nuova definizione e di un diverso gruppo di coordinamento europeo.

Il National Focal Point italiano è una Rete di esperti di Istituzioni Pubbliche, Organizzazioni Non Governative e di Associazioni di Volontariato, presenti in differenti regioni italiane, che, nella loro peculiarità, si occupano da tempo del fenomeno migratorio e delle esigenze sanitarie ad esso collegate. Infatti, tra i diversi target proposti nel Progetto "AIDS & Mobility", il gruppo italiano ha posto attenzione prioritariamente alle popolazioni migranti. Tale scelta è scaturita dall'esigenza di riflettere sul rapporto che esiste tra migrazione e malattia, sulla necessità di potenziare interventi di promozione e tutela della salute in un'ottica multietnica, interventi, quindi, orientati al riconoscimento e alla valorizzazione di una diversità tra culture che influenza la concezione della salute, della malattia e della cura in ogni individuo sia italiano, sia straniero.

Tale gruppo di lavoro permanente, coordinato dalla dr. Anna Maria Luzi dell'Istituto Superiore di Sanità, vede la collaborazione integrata di professionisti, che con le loro specifiche competenze hanno consentito al NFP italiano, in dieci anni di impegno, di proporre, a livello internazionale e nazionale, progetti di ricerca sugli aspetti epidemiologici e psico-socio-comportamentali dell'infezione da HIV nelle popolazioni migranti, di sviluppare interventi di prevenzione dell'AIDS e di organizzare percorsi formativi rivolti ad operatori sanitari impegnati in ambito interculturale.

Attività di Ricerca

Per poter fornire risposte adeguate ed efficaci ai bisogni di salute di persone provenienti da realtà socio-culturali differenti si è reso necessario da un lato indagare le metodologie di intervento nella prevenzione, diagnosi e cura messe a punto dai servizi ai quali accedono persone straniere; dall'altro lato di analizzare le caratteristiche socio-anagrafiche e comportamentali di specifici target quali, ad esempio, le persone straniere con diagnosi di infezione da HIV e gli studenti stranieri. Si riportano di seguito i progetti conclusi o in via di realizzazione promossi e condotti dal NFP italiano.

Progetti in corso:
- "Migrazione e Salute". Obiettivo del Progetto è di descrivere lo stato di salute della popolazione straniera e di specifici target, fornire una panoramica della legislazione nazionale e delle politiche regionali, nonché individuare buone prassi assistenziali con particolare attenzione alla fruibilità dei servizi, infine valutare i percorsi formativi attivati sui temi sanitari. Il Progetto promosso e finanziato dal Ministero della Salute è coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Responsabile scientifico: Anna Maria Luzi).

- "Valutazione di un intervento di HIV/AIDS counselling rivolto a cittadini stranieri". Obiettivo del Progetto è di individuare gli indicatori di un intervento di HIV/AIDS counselling efficace nella relazione tra operatore e persona straniera al fine di standardizzare tale intervento. Ciò attraverso la collaborazione integrata di tre sedi regionali dell'ANLAIDS presenti al Nord, al Centro e al Sud Italia. Il Progetto promosso e finanziato dal Ministero della Salute è coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Responsabile scientifico: Anna Maria Luzi).

- "Immigrants and HIV Prevention: a study on the evaluation of a leaflet campaign prepared by the Ministero della Salute with the collaboration of National Focal Point AIDS & Mobility[7quote]. Obiettivo del Progetto è valutare il gradimento dei depliant prodotti nell'ambito dell'VIII Campagna Informativo-Educativa per la Lotta contro l'AIDS promossa dal Ministero della Salute e indirizzata alla popolazione straniera. Il Progetto, in via di conclusione, è stato finanziato nell'ambito del VI Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS/ISS (Responsabile scientifico: Dott. Pietro Gallo). - "Development of prevention programs aimed at identifying the health needs of foreign citizens regarding HIV/AIDS infection through the involvement of Italian National Focal Point (IInd year)". Obiettivo del Progetto è identificare le caratteristiche socio-demografiche, culturali e comportamentali di persone straniere con infezione da HIV che accedono a centri clinici del sud, centro e nord Italia. Il Progetto, in via di conclusione è stato finanziato nell'ambito del VI Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS/ISS (Responsabile scientifico: Dott.ssa Anna Maria Luzi).

- "Gli studenti italiani e non italiani e l'infezione da HIV/AIDS: un'indagine psico-socio-comportamentale nelle scuole medie inferiori e superiori". Obiettivo del Progetto è descrivere, relativamente all'infezione da HIV, le componenti cognitive, affettive e comportamentali di un campione di studenti italiani e stranieri, che frequenta le scuole secondarie di I e II grado (medie inferiori e superiori) dislocate in differenti aree metropolitane del Nord (Brescia), Centro (Roma) e Sud (Palermo) Italia. Il Progetto, in via di conclusione, è stato un finanziato nell'ambito del VI Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS/ISS (Responsabile scientifico: Prof. Vincenzo Vullo).

- "Studio prospettico multicentrico nazionale di valutazione di Prevalenza, Incidenza, fattori di rischio e definizione di Sottotipi di HIV in Migranti ed analisi della Avidità anticorpale" (progetto Pr.I.S.H.M.A). Obiettivo del Progetto è valutare il profilo epidemiologico e virologico dell'infezione da HIV in una popolazione semi-aperta di immigrati prevalentemente clandestini, afferenti a centri clinici territoriali di primo livello e ospedalieri di secondo livello, che abbiano esperienza in campo nazionale nella Medicina delle Migrazioni e nella gestione dell'infezione da HIV. Il Progetto, in via di conclusione, ha ricevuto un finanziamento nell'ambito del VI Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS/ISS (Responsabile scientifico: Dott. Issa El Hamad).

Progetti realizzati:
- "Sviluppo di programmi di prevenzione volti ad individuare i bisogni di salute dei cittadini stranieri in merito all'infezione da HIV/AIDS attraverso il coinvolgimento del National Focal Point Italiano". L'indagine, condotta in cinque centri clinici (Brescia, Roma e Palermo) ha permesso di analizzare i bisogni di salute delle persone straniere con infezione da HIV, l'accesso ai servizi di diagnosi e cura, i comportamenti adottati, l'aderenza alla terapia, le conoscenze relative alle modalità di contagio dell'infezione. Il Progetto ha avuto termine a fine 2006 e ha ricevuto un finanziamento nell'ambito del V Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS/ISS (Responsabile scientifico: Dott.ssa Anna Maria Luzi).

- "Creazione di una Rete Nazionale tra le strutture psico-socio-sanitarie governative e non, che si occupano delle popolazioni migranti con problematiche relative all'infezione da HIV/AIDS/MST". Il Progetto, finanziato nell'ambito del IV Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS/ISS, ha permesso di censire e mappare le strutture governative e non, che in Italia si occupano di popolazioni migranti, nonché di creare le condizioni per un confronto tra esperienze diverse. (Responsabile scientifico: Dott. Nicola Petrosillo).

- "Arianna, progetto pilota per la realizzazione di una rete multicentrica di formazione per operatori e mediatori linguistico-culturali, da utilizzare nell'informazione e prevenzione dell'infezione da HIV/MST rivolta a gruppi di immigrati a rischio di esclusione dall'accesso ai servizi psico-socio-sanitari: immigrati clandestini ed irregolari, prostitute straniere e tossicodipendenti". Il progetto, finanziato nell'ambito del IV Programma Nazionale di Ricerca sull'AIDS/HIV, ha permesso di formare ed aggiornare equipe multiprofessionali impegnate nel fornire assistenza alle persone straniere. (Responsabile scientifico: Dott. Aldo Morrone).

- "Creation of a net among the NFP of the Countries of the Mediterranean Area". Il Progetto, finanziato dalla Commissione Europea, è stato svolto in partenariato con Grecia, Portogallo e Spagna e ha permesso di censire e mappare le strutture psico-socio-sanitarie che in Italia e in questi Paesi, rispondono ai bisogni di salute di cittadini stranieri, nonché di gettare le basi per la costituzione di una Rete tra i NFP dei paesi mediterranei. (Responsabile scientifico: Dott. Giovanni Rezza).

Infine, è stato proposto al Ministero della Salute il Progetto "Promozione e tutela della salute della persona straniera attraverso l'individuazione, la sperimentazione e la valutazione di percorsi di salute nell'ambito delle malattie infettive". La proposta è in fase di valutazione.

Attività di Prevenzione

Nell'ambito delle attività orientate allo sviluppo di interventi di prevenzione il NFP italiano ha collaborato alla preparazione della VIII Campagna Informativo-Educativa (2005-2006) rivolta ai cittadini stranieri e promossa dal Ministero della Salute.

Tale collaborazione ha permesso di elaborare un depliant ad hoc (contenuti, linguaggio, forma grafica, immagini) per la popolazione migrante presente in Italia. Il depliant è stato stilato oltre che in lingua italiana anche in inglese, francese, spagnolo, romeno, russo, cinese e arabo da mediatori linguistico-culturali impegnati nelle strutture sanitarie presenti nella Rete.

Il NFP ha svolto anche un importante ruolo nella distribuzione capillare del materiale informativo preparato, in quanto i singoli componenti della Rete sono stati coinvolti, ciascuno nel proprio territorio, in una offerta attiva del depliant all'interno della relazione professionale con la persona straniera. Nel periodo novembre 2006 dicembre 2007 sono stati distribuiti 250.000 depliant pari a più della metà del materiale informativo predisposto dal Ministero della Salute per il target straniero. Questo tipo di informazione generalizzata è stata integrata da un'informazione personalizzata erogata attraverso l'intervento di counselling telefonico. Infatti, a dicembre 2006 presso l'Unità Operativa "Telefono Verde AIDS" grazie ad un finanziamento del Ministero della Salute, è stato attivato un Servizio di Counselling Telefonico transculturale volto alla prevenzione dell'infezione da HIV nella popolazione straniera. A tal fine è stata costituita un'equipe di consulenti e mediatori linguistico-culturali che ha consentito di rispondere, dal lunedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 18.00, nelle otto lingue utilizzate per i depliant alle persone utenti stranieri che contattano il Telefono Verde AIDS. In tal modo è stato possibile fornire un'informazione scientifica e al contempo individualizzata anche a coloro i quali non parlino la lingua italiana.

Attività di Formazione

I risultati e le riflessioni scaturite da ricerche e studi condotti dal NFP italiano hanno messo in luce la necessità di focalizzare l'attenzione su interventi formativi finalizzati a creare le condizioni per un approccio multiprofessionale integrato in ambito interculturale. Ciò attraverso l'aggiornamento/perfezionamento delle conoscenze tecnico-scientifiche e comunicativo-relazionali degli operatori.

A tale proposito alcuni membri del NFP italiano, esperti in attività di formazione, in collaborazione con altri colleghi, hanno elaborato una metodologia didattica per la realizzazione di corsi rivolti a professionisti impegnati in servizi di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive alle quali accedono persone non italiane. L'approccio metodologico utilizzato si ispira ai principi e ai criteri del modello andragogico (Malcom Knowles) che pone al centro dell'intervento formativo l'esperienza del singolo operatore, il quale diventa elemento centrale come persona, come soggetto di apprendimento, come professionista all'interno della relazione con l'altro.

Ciò ha consentito di mettere a punto corsi di formazione/aggiornamento intra ed extramurali, della durata di 30/40 ore rivolti ad equipe multidisciplinari (medici, psicologi, biologi, assistenti sociali, educatori, infermieri professionali e mediatori linguistico-culturali) provenienti da diverse regioni italiane e impegnate in strutture pubbliche e non governative. Il metodo didattico di tipo interattivo, ha integrato lezioni teoriche con esercitazioni, esposizione dei lavori di gruppo, role-play didattico formativi e discussioni in plenaria.

Di seguito sono riportati i corsi intramurali che hanno affrontato tematiche riguardanti aspetti tecnico-scientifici e comunicativo-relazionali per la tutela della salute della persona non italiana, attivati negli ultimi cinque anni.

- Interventi per la promozione della salute rivolti alla persona straniera. Corso di Formazione per operatori psico-socio-sanitari impegnati in ambito transculturale 12 - 14 novembre 2007

- Prevenzione delle malattie infettive nel giovane migrante 14 - 16 novembre 2006

- Un approccio transculturale a tutela della salute del migrante. Corso di formazione per operatori psico-socio-sanitari impegnati nell'ambito dell'infezione da HIV/AIDS (seconda edizione) 25 - 29 ottobre 2004

- Un approccio transculturale a tutela della salute del migrante. Corso di formazione per operatori psico-socio-sanitari impegnati nell'ambito dell'infezione da HIV/AIDS (prima edizione) 6 - 10 ottobre 2003

- Corso di formazione rivolto ad operatori psico-socio-sanitari per un approccio multiprofessionale integrato a tutela della salute del migrante Roma, 7 - 11 ottobre 2002.

 

*Unità Operativa "Telefono Verde AIDS", Reparto Epidemiologia, Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell'ISS

Fonte: Ufficio stampa ISS







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