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Ricerca: Nadirnotizie anticipazione Delta dal CROI di Atlanta |

CROI 2013 (20°): ATLANTA, 3 - 6 MARZO 2013 - ANTICIPAZIONE DELTA 61
di Simone Marcotullio, David Osorio, Filippo von Schloesser - Nadir
Argomenti:
HCV: NUOVE MOLECOLE E ASSOCIAZIONI SENZA INTERFERONE
COINFEZIONE HIV/HCV: NUOVI COMPOSTI E NUOVI STUDI
HIV: NOVITA' FARMACOLOGICHE E DI FORMULAZIONE
HBV
ERADICAZIONE IN UN BIMBO? ARGOMENTO CONTROVERSO
L'IL-7 NON FUNZIONA
PREP
CARDIOVASCOLARE e COMORBOSITA'
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Eventi e congressi |
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Ricerca: Hiv altera capacità di riconoscere le emozioni sui volti altrui |
Un team di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma ha scoperto che il virus dell’Hiv compromette anche la capacità dei pazienti/delle persone sieropositive di riconoscere le emozioni sul volto degli altri, in particolare le espressioni facciali che rivelano paura e felicità.
il risultato di un lavoro pubblicato sulla rivista open access BMC Psychology e condotto dalla dottoressa Eleonora Baldonero, dottoranda presso l’Istituto di Clinica delle Malattie Infettive dell’Università Cattolica di Roma. La ricerca è stata coordinata dalla professoressa Maria Caterina Silveri, responsabile dell’Ambulatorio Clinica della Memoria - Unità Operativa Day Hospital Geriatria dell’Università Cattolica - Policlinico A. Gemelli di Roma.
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Qualità della vita |
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Ricerca: Sofosbuvir, due studi di fase III |
Gilead ha annunciato i risultati topline di due studi di fase III che hanno valutato a 12 settimane l’efficacia di un regime con sofosbuvir in associazione con ribavirina (studio FISSION) e, in combinazione con ribavirina e interferone pegilato (studio NEUTRINO) entrambi confrontati con lo standard of care (interferone più ribavirina) in pazienti con epatite C naïve al trattamento.
Nello studio FISSION, pazienti con epatite C di genotipo 2 e 3 e naive al trattamento sono stati randomizzati (1:1) a ricevere o 12 settimane di sofosbuvir 400 mg al giorno più ribavirina (RBV) (1.000 o 1.200 mg / die) (n = 256) o 24 settimane di interferone pegilato (PEG-IFN [180μg/week]) più ribavirina (800mg/day) (n = 243).
Il tasso di Risposta Virologica Sostenuta a 12 settimane (SVR12) nei pazienti che hanno ricevuto il sofosbuvir più RBV è risultato del 97 per cento per i pazienti con genotipo 2 e del 56 per cento nei pazienti con genotipo 3. Al contrario, nei pazienti trattati col il solito regime a base di peg-interferone e RBV l’SVR12 è stato del 78% e del 63%, rispettivamente (genotipo 2 e 3).
Nel sottogruppo di pazienti che al basale si trovava già in cirrosi (forma avanzata della malattia) hanno raggiunto l’SVR12 il 47% dei pazienti trattati con sofosbuvir e il 38% di quelli in terapia standard.
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Epatiti e coinfezione con HIV |
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Ricerca: Strategia personalizzata per migliorare aderenza aumenta successo terapia |

In uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine, i pazienti con infezione da Hiv che hanno adottato una strategia personalizzata per l’individuazione degli ostacoli che impedivano la corretta assunzione dei farmaci e per aumentare l’aderenza alla terapia hanno mostrato un’aderenza superiore ai farmaci antiretrovirali, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto le cure standard.
I risultati dello studio suggeriscono che la nuova strategia personalizzata per migliorare l’aderenza al trattamento potrebbe essere applicata a molte altre patologie.
I ricercatori hanno studiato 180 pazienti in cura presso tre cliniche di Philadelphia specializzate in Hiv. I pazienti sono stati randomizzati a seguire la strategia “Managed Problem Solving (MAPS)” o le cure standard che hanno incluso un incontro con il farmacista per informare i pazienti sul regime terapeutico e la distribuzione di contenitori per l’organizzazione delle compresse. Per studiare i benefici degli interventi sono stati analizzati solo i pazienti con una carica virale osservabile.
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Terapie e vaccini |
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Ricerca: Colpire il virus prima che attacchi: una molecola lo blocca |
Il meccanismo è semplice e l'hanno scoperto i ricercatori del San Raffaele. Alcuni peptidi si attaccano al recettore CCR5 usato dal virus per entrare nelle cellule. Viene così impedito che le particelle virali si leghino alle cellule bersaglio. E l'infezione è sventata. La scoperta potrebbe essere molto utile nella prevenzione.
È una ricerca tutta italiana quella che dimostrerebbe come bloccare l’ingresso del virus HIV nelle cellule sane: gli scienziati del San Raffaele, avrebbero infatti prodotto alcuni peptidi, cioè molecole a base di aminoacidi derivati da una proteina naturale prodotta dal nostro corpo (chemochina CCL5/RANTES), capaci proprio di bloccare il temibile virus. La ricerca è stata pubblicata su Chemistry & Biology.
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Notizie dall'Italia |
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Ricerca: La guerra contro l’HIV continua |
Il sistema immunitario di alcuni pazienti ha risposto positivamente a esperimenti in laboratorio, che sono riusciti ad inattivare il virus dell’AIDS e creare così un vaccino sperimentale sull’uomo.
Uno studio recente, pubblicato su Science Translational Medicine, mostra che l’iniezione del virus HIV inattivato con il calore può risvegliare la reazione immunitaria in alcuni pazienti, limitando il loro bisogno di farmaci per settimane o mesi. I vaccini funzionano stimolando i meccanismi naturali di difesa del nostro organismo. Essi possono essere creati rendendo innocuo il virus in questione, grazie al calore o a sistemi chimici, e reiniettandolo poi nel paziente. In questo modo l’antigene non è in grado di innescare la malattia perché non capace di riprodursi, ma il nostro organismo crea gli anticorpi specifici in base alla sua superficie. In altre parole, si traggono i benefici da un’infezione senza subirne le conseguenze. Gli anticorpi permangono nella memoria dell’organismo e si sviluppa l’immunità permanente contro quel preciso agente patogeno.
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HIV AIDS |
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Ricerca: Farmaci anti-HIV e genere, cambia l’efficacia |

Fonte: AIDS PATIENT CARE and STDs
Titolo originale e autori: Soon G, Min M, Struble KA et al. Meta-Analysis of Gender Differences in Efficacy Outcomes for HIV-Positive Subjects in Randomized Controlled Clinical Trials of Antiretroviral Therapy (2000–2008), AIDS PATIENT CARE and STDs Volume 26, Number 8, 2012.-
Le donne rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale affetta da HIV, pari a 15,5 milioni di persone, ma tendono a essere sottorappresentate nelle sperimentazioni cliniche di terapie farmacologiche anti-HIV. La Divisione dei Farmaci Antivirali della Food and Drug Administration (FDA) ha creato una banca dati comprendendo 40 studi clinici sottoposti tra il 2000 e il 2008 che riguardavano oltre 20mila pazienti sieropositivi , per valutare se l’efficacia dei trattamenti antiretrovirali venisse mediata dalle differenze di genere. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista AIDS Patient Care and STDs.
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Donne e madri |
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Ricerca: Inattivazione enzima permette di riconoscere il virus HIV |
AGI) - Milano, 23 lug. - Spegnere un enzima per rendere visibile il virus HIV-1, responsabile dell'Aids, e poterlo eliminare definitivamente.
Viene pubblicato oggi su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), il lavoro di un team di ricercatori coordinati da Maria Vittoria Schiaffino dell'Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele e da Guido Poli dell'Universita' Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Lo studio, principalmente svolto da Ilaria Palmisano e Giulia Della Chiara, in collaborazione con Antonello Mai dell'Universita' la Sapienza di Roma, indaga i meccanismi molecolari con cui le cellule si difendono da virus e da altri parassiti genetici (tra cui alcuni dei vettori utilizzati in terapia genica) che si inseriscono nel genoma.
E' da tempo noto che in presenza di DNA virale, o comunque estraneo, le cellule dei mammiferi si attivano spegnendo le sequenze esogene, al fine di impedirne l'espressione e la diffusione. Questo meccanismo protettivo presenta pero' degli inconvenienti perche' riduce l'efficacia delle terapie antivirali. I ricercatori hanno esaminato, in particolare, il virus HIV-1, responsabile dell'AIDS.
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HIV AIDS |
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Ricerca: Creato topo con sistema immunitario umano per ricerca Hiv |
Si prospetta una vera rivoluzione per la ricerca sui vaccini contro il virus dell'Hiv: tempi e costi delle sperimentazioni potrebbero essere drasticamente ridotti grazie a un nuovo topo da laboratorio dotato di un sistema immunitario 'umano'. Questo modello animale, il primo a riprodurre fedelmente quello che accade nell'organismo dell'uomo dopo l'infezione da Hiv, è stato ottenuto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital insieme a quelli di Harvard e del Massachusetts Institute of Technology.
Questo topo 'umanizzato', illustrato sulla rivista Science Translational Medicine, è stato creato trapiantando delle cellule staminali del midollo osseo umano, insieme ad altri tessuti umani, all'interno di topi privati del loro sistema immunitario. I donatori umani sono stati scelti tra persone dotate di diverse versioni (alleli) delle molecole del sistema di istocompatibilità (HLA), che segnalano le cellule infettate dal virus che devono essere distrutte. I ricercatori hanno messo a punto anche dei topi dotati di alcuni alleli specifici (come l'allele HLA-B57) che sembrano avere un effetto protettivo, in quanto più comuni nelle persone che hanno difese immunitarie capaci di tenere sotto controllo l'infezione da Hiv.
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Notizie dal mondo |
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Ricerca: Studiosi italiani scoprono via per controllare l'Hiv senza farmaci |
Un team dell'Istituto superiore di sanità ha messo a punto una nuova terapia che 'educa' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus in assenza di trattamento farmacologico. Si tratta di una prima sperimentazione, ma i risultati sono promettenti.
UN COCKTAIL di medicinali, che 'educa' il sistema immunitario dell'organismo a controllare il virus del'Hiv in assenza di trattamento farmacologico. Per i pazienti affetti da Aids potrebbe rivelarsi una svolta importante. Per molti di loro sarebbe la fine della schiavitù dei medicinali da prendere a vita. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto superiore di sanità (Iss) ha infatti messo a punto una nuova terapia, basata su una selezione di medicinali, che 'insegna' all'organismo a controllare il virus. I test effettuati sui macachi hanno dato ottimi risultati, e tutto è pronto per l'avvio dei test sull'uomo, ma resta ora da risolvere il 'nodo' legato ai finanziamenti.
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HIV AIDS |
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Ricerca: Una nuova proteina potrebbe avere un’azione protettiva contro il virus |
La ricerca che ne parla – pubblicata su Pnas – è frutto di una collaborazione del San Raffaele con i National Insitutes of Health statunitensi. La molecola in vitro è capace di proteggere dall’Hiv si chiama Cxcl: gli scienziati vogliono dimostrare che lo stesso beneficio non sia ottenibile solo in laboratorio ma anche in vivo.
Una buona notizia per tutte le persone sieropositive potrebbe arrivare da una ricerca del National Institute of Allergy and Infectious Diseases statunitense in collaborazione con l’Istituto San Raffaele di Milano: secondo lo studio, pubblicato su Pnas, gli scienziati hanno infatti identificato direttamente nel sangue delle persone infette una proteina capace di sopprimere il virus dell’Hiv, in modo tale che quest’ultimo non possa più entrare nelle cellule.
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HIV AIDS |
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Ricerca: HIV e cervello: studiate le anomalie che portano al declino cognitivo |
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HIV e cervello: con la risonanza studiate le anomalie che portano al declino cognitivo.
Titolo originale e autori: Xue Wang et al. Abnormalities in Resting-State Functional Connectivity in Early Human Immunodeficiency Virus Infection-Brain Connectivity. Volume 1, Number 3, 20
Durante le fasi iniziali dell’infezione il virus HIV potrebbe essere responsabile di danni al cervello che influiscono sulla comunicazione tra diverse regioni cerebrali e misurare tali cambiamenti può aiutare ad intervenire precocemente per limitare i danni.
E’ quanto presentato e discusso in un articolo pubblicato recentemente nella nuova rivista bimestrale Brain Connectivity.
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HIV AIDS |
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Ricerca: MARINO, DA STUDI USA VITTORIA STORICA CONTRO IL CONTAGIO |
Fonte: AGI - Roma, 13 mag. - "Si tratta di una vittoria storica. I risultati scientifici che arrivano dagli USA testimoniano, di fatto, che il trattamento precoce dell'infezione da HIV con i farmaci cosiddetti HAART (Highly Active Anti-Retroviral Therapy) blocca la trasmissione del virus per via sessuale, ovvero la principale forma di contagio".
Cosi' Ignazio Marino, chirurgo e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, dopo l'annuncio dell'Istituto nazionale della Salute degli Stati Uniti, dove con quattro anni di anticipo e' stata interrotta la ricerca sull'uso preventivo dei farmaci retrovirali per l'Aids, somministrati a 1.763 coppie.
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HIV AIDS |
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Ricerca: C.R.O.I. 2011- report conferenza a cura di Nadir Onlus |
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CROI 2011: REPORT CONFERENZA - ANTICIPAZIONE DELTA 53
Marcotullio, Osorio, Schloesser
Oltre mille tra presentazioni e simposi nei 4 giorni di questa edizione, abbiamo assistito ad una conferenza centrata principalmente sui problemi di prevenzione dell'infezione. Nulla di nuovo sugli aspetti legati all'infiammazione cronica e all'invecchiamento precoce, anche se nella sessione dedicata ai 15 anni di HAART, Yeni e Schacker (Abs.70 e 73) confermano l'interesse della comunità scientifica ad approfondire l'obbiettivo dell'eradicazione e la ricerca di nuovi criteri per superare il problema critico dell'infiammazione (citate al riguardo l'aspirina, le statine e l'IL-7) e della trasmigrazione microbica.
Argomenti del report:
-IL VOLTO UMANO DELLA CROI
-INTERVISTE
-PROFILASSI PRE ESPOSIZIONE
-BASSA CARICA VIRALE PREVIENE LA TRASMISSIONE
-HIV E TUBERCOLOSI
-HIV/HCV
-STUDI CLINICI: Raltegravir
-L'FDA SMENTISCE IL LEGAME TRA ABACAVIR E RISCHIO INFARTO
-SISTEMA NERVOSO CENTRALE
-NUOVI FARMACI
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Terapie e vaccini |
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Ricerca: Un approccio innovativo per eliminare il virus |
News tradotta da hivandhepatitis Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv/AIDS
Secondo uno studio di laboratorio riportato nell'edizione online di AIDS Research and Therapy, combinare peptidi che aumentano l'integrazione del materiale genetico dell'HIV nelle cellule ospiti, insieme con l'inibitore della proteasi Saquinavir (Invirase), conduce all'apoptosi delle cellule, o morte programmata delle cellule infette dall'HIV, col risultato di una totale distruzione del virus. Il mix di farmaci non pare avere alcun effetto sulle cellule non infette, suggerendo che potrebbe essere sviluppato come nuova terapia anti HIV.
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HIV AIDS |
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