
News tradotta da marketwatch a cura di Poloinformativohiv/AIDS
La casa farmaceutica Sangamo Biosciences ha annunciato che nuovi dati sul suo programma per sviluppare una "cura funzionale", sono stati descritti in due presentazioni alla 19esima Conferenza su Retrovirus e Infezioni Opportunistiche (CROI) di Seattle, tenutosi a Seattle la settimana scorsa.
"Questi dati, differenziano SB-728-T, da altre nuove terapie, come metodo attuabile per controllare l'infezione da HIV", ha dichiarato Ronald Mitsuyasu, professor di medicina alla Scuola di Medicina David Geffen dell'UCLA, e uno dei ricercatori principali dello studio della Sangamo.
"Questi risultati suggeriscono che SB-728-T ha un effetto positivo sulla salute del sistema immunitario nei pazienti sieropositivi, e che i suoi effetti persistono per oltre un anno, in molti soggetti. Ancora più importante, il trattamento con SB-728-T, crea cellule T resistenti all'HIV, che sono in grado di montare una risposta immunitaria agli eventi infiammatori nel tessuto linfatico, e che ha prodotto effetti incoraggianti sulla carica virale, quando i farmaci antiretrovirali sono sospesi durante una interruzione strutturata della terapia."
"Questi dati, aggiungono nuove conoscenze sui cambiamenti nella carica virale nei soggetti trattati con SB-728-T, e suggeriscono che una "esplosione respiratoria" precoce delle citochine, possa iniziare un aumento prolungato nella conta di cellule CD4, osservato durante il trattamento con SB-728-T."
"Confermano inoltre che SB-728-T, va incontro ai requisiti chiave per la nostra ricerca di una "cura funzionale" per l'HIV, dimostrando un innesto durevole, uno scambio prolungato e una risposta immunologica dinamica nelle mucose intestinali.
Presi assieme, questi dati continuano a convalidare la nostra strategia per lo sviluppo di questa terapia genica a "dita di zinco", come "cura funzionale" per l'HIV in due trial clinici di fase II attualmente in corso, concepiti per estendere l'osservazione di una correlazione statisticamente significativa tra i livelli delle modifiche bialleliche delle cellule T, e la riduzione della carica virale durante le interruzioni del trattamento nei soggetti con HIV. Il primo studio si fonda sul quasi raddoppio dell'innesto biallelico che si può ottenere nei recettori CCR5 delta-32 eterozigoti, e che cerca di confermare il caso dell'assenza di viremia durante le interruzione del trattamento, osservate in uno di questi pazienti, durante il programma di fase 1. L'altro trial clinico, esaminerà la capacità di un regime, in casi di condizioni di linfopenia pre-esistente, di aumentare l'innesto biallelico e ridurre la carica virale durante le interruzioni del trattamento, in soggetti senza mutazioni del recettore CCR5."
Sommario dei dati del trial clinico
Abstract # 155
21 soggetti sono stati arruolati nello studio clinico di fase 1 all'Università della Pennsylvania e in California, ricevendo una singole dose di SB-728-T (5 fino a 30 miliardi di cellule). Tutti i soggetti erano in terapia antiretrovirale, e avevano una viremia soppressa. I soggetti sono stati classificati in due gruppi distinti a seconda della loro conta iniziale di cellule CD4: un gruppo di 15 soggetti, con una conta di cellule CD4 sotto le 500 ml, designato come Non-responder immunologici (INR), e un secondo gruppo di 6 soggetti con conta di cellule CD4 superiore alle 500 designato come responders immunologici (IR). Un mese dopo il trattamento con SB-728-T, sei soggetti nel gruppo INR sono stati arruolati nello studio presso l'Università della Pennsylvania, per una interruzione della terapia antiretrovirale di dodici settimane.
Lo studio era volto a valutare la sicurezza e tollerabilità, così come i cambiamenti delle cellule CD4, la percentuale CD4/CD8, così come l'emivita di SB-728-T nel sangue e lo scambio di queste cellule modificate con la tecnica a "dita di zinco" nel tessuto linfatico dell'intestino. Inoltre, sono stati misurati i cambiamenti nel DNA virale, ovvero i cambiamenti della carica virale dell'HIV-RNA.
Questo studio ha dimostrato che:
durante l'interruzione, la carica virale è inizialmente aumentata così come da aspettative in tutti e sei i soggetti. Successivamente, una riduzione da 0,8 fino a >2,0 log della carica virale massima, è stata osservata in tre dei sei soggetti, con il più alto numero stimato di cellule CCR5 bialleliche modificate circolanti nel sangue. In un soggetto, la riduzione della carica virale fino a irrilevabile, fino a considerare il soggetto come "aviremico" alla fine del periodo di interruzione della terapia. Questo soggetto è entrato a nello studio come portatore naturale della mutazione delta 32 su una copia del gene CR5, risultato con una percentuale stimata di geni biallelici spezzati doppia rispetto ai soggetti entrati nello studio con geni CCR5 "wild" (non ancora modificati).
Il controllo sull'HIV-RNA, è stato significativamente correlato con il livello circolante calcolato delle cellule CD4 che erano state sottoposte alla modifica biallelica del gene CCR5.
Il livello del DNA virale, una misura dei reservoir virali, ha mostrato un limitato aumento in cinque dei sei soggetti in questo periodo, ed era elevato solamente in un soggetto in cui l'innesto dei geni modificati con SB-728-T era il più basso di tutto il gruppo.
Si è avuta conferma ed estensione di precedenti osservazioni sul miglioramento complessivo della percentuale della conta linfocitaria CD4/CD8, una misura dello stato di salute immunologico, per oltre un anno dopo la somministrazione di SB-728-T.
Capacità di SB-728-T a permeare la mucosa intestinale, un importante reservoir del virus HIV.
SB-728-T si è dimostrato sicuro e ben tollerato, con soli leggeri sintomi reversibili, tipici delle reazioni ad infusioni.
Abstract #433
In un soggetto INR, a cui è stata somministrata una singola dose di SB-728-T (10 miliardi di cellule), è stato riscontrato un evento di tipo infiammatorio nella mucosa intestinale, con chiazzature della superficie denotando quindi infiammazione delle cellule della mucosa, da 3 a 6 mesi dopo l'infusione secondo i referti istologici, evento non correlato all'infusione di SB-729-T.
Successivamente, è stata osservata una diminuzione superiore a 1 log a livello locale nell'intestino, precedente alla risoluzione dell'infiammazione.
Lo studio ha dimostrato che:
SB-728-T è attivamente funzionale e capace di partecipare ad una risposta immunologica, e ha il potenziale di mantenere e/o restaurare la salute del tratto gastrointestinale.
Un aumento nella conta totale delle cellule CD4 T, e della percentuale delle cellule CD4 con il recettore CCR5 modificato nella mucosa intestinale, in risposta all'evento infiammatorio.
Analisi su cellule singole clonate, confermano che questo significativo aumento di SB-729 era specifico della mucosa intestinale e indicativo di una precisa risposta mediata di queste cellule alla locale infiammazione intestinale.
I livelli dell'HIV-DNA sia nella mucosa intestinale che nel sangue periferico, sono diminuiti dai picchi massimi di circa 1 log, in coincidenza con il picco massimo raggiunto da SB-728 nei siti infiammatori, suggerendo un possibile effetto antivirale del farmaco.
"Questi dati presentati al CROI, forniscono ulteriore supporto al nostro razionale di SB-728 e, ancora più importante, allo schema del trial clinico di fase II attualmente in corso, che ci renderà capaci di massimizzare l'effetto di SB-728-T sulla carica virale e complessivamente sul sistema immunitario nei pazienti sieropositivi," ha dichiarato Geoff Nichol, vicepresidente esecutivo del settore ricerca della Sangamo. La nostra tecnologia a dita di zinco, fornisce un modello nuovo per la creazione di terapie alternative e noi ci stiamo concentrando per lo sviluppo sia di una terapia per l'HIV che per altre malattie rare o monogeniche multiple."
FONTE: marketwatch
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv/AIDS
Articoli precedenti sull'argomento: http://www.npsitalia.net/article2685.html