
La Compagnia degli Equilibristi vince la Theatre Competition
Il testo teatrale "Baby", scritto da una giovane sceneggiatrice diciottenne, sarà in scena il 5 dicembre 2009 al Teatro Olmetto di Milano.
“Attraverso una sofisticata scansione tra memoria e flash-back, un intreccio fra personaggi ben caratterizzati nel susseguirsi di una catena generazionale che restituisce la dimensione familiare oltre che sociale della malattia. Tutte caratteristiche che fanno pensare ad un’interessante messinscena che non cade mai nella retorica”.
Questa la motivazione del premio alla Compagnia degli Equilibristi di Uboldo (VA) con l’atto unico “Baby” come migliore sceneggiatura per il concorso nazionale Theatre Competition, assegnato da una giuria presieduta da Lella Costa e da altri esperti del mondo del teatro e dello spettacolo.
Il concorso teatrale, lanciato a gennaio dal Cesvi, fa parte del campagna sostenuta dall’Unione Europea “Virus Free Generation”, che ha l’obiettivo di sensibilizzare attraverso il teatro i giovani italiani sulla diffusione dell’HIV&AIDS tra i loro coetanei dell’Africa subsahariana e sul potenziale impatto di questa crisi anche sulla vita dei giovani europei. 20 giovani compagnie teatrali, amatoriali e non, si sono cimentate nella stesura di un’opera incentrata su questo tema.
“Baby” verrà premiata con la messa in scena dell’opera tra il più vasto pubblico giovanile il 5 dicembre, in occasione della giornata internazionale di lotta all’HIV&AIDS che si celebra il 1 Dicembre 2007.
“Gli innamorati sono coraggiosi, imprudenti, essere imprudenti non significa avere paura (...) Spesso preferiamo tenere gli occhi chiusi davanti alle cose che ci fanno paura ma questo non ci aiuta a temerle meno”. Una sceneggiatura intensa che analizza in modo semplice ed efficace tutti gli aspetti dell’Aids: l’ignoranza, la negazione, la paura della malattia, l’esclusione sociale ma anche il coraggio e la forza di chi sceglie di “non abbassare mai lo sguardo”.
La compagnia, nata nel 2005, è un’associazione culturale presieduta da Alessandro Fantinato e composta da giovani attori “under 25”: Roberta Mandelli, Valeria Costantin, Valentina Paiano e Daniela Mandelli, 18 anni di Cesate, autrice e vincitrice del concorso. “Il nostro è un teatro di suggestioni sulla pelle, di brividi, di sensazioni. È un passo compiuto col rischio di inciampare ma con la volontà e la consapevolezza di procedere in equilibrio. Procediamo sul sottile filo tra teatro e realtà e non scendiamo dalla corda dell’immaginazione”. Questa la filosofia del loro linguaggio teatrale, espressa in numerose produzioni teatrali realizzate tra l’altro anche per la Rassegna Milano Ottagono e in spettacoli e laboratori per ragazzi.
La campagna Virus Free Generation si svilupperà nei prossimi tre anni attraverso azioni di advocacy dirette alle istituzioni e numerose iniziative culturali e artistiche per i giovani.
Non a caso gli ultimi dati dell’Oms denunciano un forte aumento di nuove infezioni in occidente soprattutto nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni (40%). Dimostrazione che non bisogna mai abbassare la guardia sull’Aids, coinvolgendo soprattutto le generazioni del domani attraverso il linguaggio alternativo dell’arte e in un’ottica positiva.
Il concorso teatrale ha ricevuto il patrocinio dell’ANCT - Associazione Nazionale Critici di Teatro.
Per ulteriori informazioni sulla campagna: www.virusfreegeneration.it email
virusfreegeneration@cesvi.org
Fonte: Cesvi.org
5 dicembre ore 21 -Teatro Olmetto - Milano- Prima Nazionale di Baby, spettacolo teatrale vincitore della Theatre Competition, concorso artistico organizzato da Cesvi all'interno della campagna internazionale Virus Free Generation www.virusfreegeneration.it
Cos'è una memory box?
E' la scatola che una madre sieropositiva costruisce per sé e per suo figlio. Una storia in cui devono entrare i ritmi, i colori, le luci del ricordo. Tutto nella scatola che Baby, il figliosalvato, apre ed esplora, alla ricerca di una donna indimenticabile: sua madre. Dalla scatola esce l'Africa con le sue ambiguità, l'ombra di una malattia che affiora solo per un momento. Il percorso verso la consapevolezza è difficile, intriso com'è di pregiudizi; ma Baby può seguire almeno le impronte che sua madre ha lasciato dietro di sé. Con lo stesso sguardo affettuoso - di un figlio per una madre, di una madre per suo figlio - vediamo delinearsi uno scenario finora intuito.
Perchè se Baby non può dimenticare sua madre, noi abbiamo bisogno di una scatola della memoria per ricordare.