Epatiti e coinfezioni l'epidemia nascosta
L'HCV ha una incidenza nel mondo del 3% e del 30% nei pazienti HIV positivi.
In Europa ha una prevalenza del 40% nei soggetti HIV positivi.Globalmente si stima che 170 milioni di persone siano cronicamente infettate dal virus dell'epatite c (HCV) e che 3/4 milioni di persone si infettino ogni anno.
I pazienti HIV/HCV coinfetti mostrano una rapida progressione in Cirrosi, incrementando la mortalità correlata all'epatite.
Nei paesi sviluppati l'HCV è responsabile del:
-20% di epatiti acute
-70% di epatiti croniche
-40% di cirrosi scompensata
-60% di casi di epatocarcinoma
-30% di trapianti epatici.
Già da tempo infatti l'HCV è diventata la principale causa di morte nell'era della HAART.
Uno studio è stato condotto per valutare l'efficacia e la tollerabilità dell'epatite C in fase acuta, con interferone a-2b e
rivabirina nei pazienti coinfetti per 24 settimane.
Nello studio sono stati inclusi pazienti con CD4 >200 e carica virale <200.
La maggior parte ha contratto l'HCV per pregresso uso endovenoso di droga (91%) e con un quadro clinico virologicamente
stabile, con la HAART (81%).
L'HCV RNA medio all'inizio del trattamento era 775.300.
La distribuzione del genotipo HCV: 28% 1-4 -72% 2-3-.
Il 79% maschi, età media 29 anni (range 19 - 39).
A 4 settimane nel 44% dei pazienti è stata osservata la risposta biochimica e virologica (normalizzazione delle transaminasi
e HCV RNA negativa), e a 12 settimane il 94% dei pazienti ha HCV RNA negativa.
Il 6% non ha completato il trattamento per depressione severa.
Dopo 24 settimane di trattamento di HCV acuta con interferone e rivabirina, la maggioranza dei pazienti trattati (94%) ha
raggiunto una risposta virologica (negativo HCV RNA qualitativo dopo dopo 24 settimane dalla fine del trattamento).
Nota: Fonte: Articolo di Marcella - Delegazione NPS Italia ONLUS